Sara Grizzo: la tecnologia non è nemica dei traduttori

Sara Grizzo è una traduttrice giramondo: nata a Pordenone, laureata a Trieste, ha fatto gavetta in Inghilterra e oggi vive a Monaco, dove lavora da freelance nel mondo traduzione tecnica e di tutti gli aspetti tecnologici che ne conseguono. Esperta di post-editing e formazione, a TradPro2019 ci porterà il suo punto di vista sul complesso rapporto d’amore e odio tra la traduzione e la tecnologia, fornendoci alcuni trucchi del mestiere per viverlo più serenamente.

Sara_Grizzo

Raccontaci: come mai ti sei appassionata alle lingue straniere in generale e alla traduzione tecnica in particolare?

È tutto merito della mia insegnante di tedesco alle scuole medie: dopo una lezione sapevo già dire “Wie heißt Du?/Ich heiße Sara” e contare fino a dieci. Da lì in poi non mi sono più fermata. La traduzione tecnica invece l’ho scoperta durante il mio primo lavoro in azienda. Mai e poi mai avrei immaginato quanto fosse avvincente il mondo dell’informatica o quello dei motori…

Poco dopo la laurea a Trieste ti sei trasferita in Inghilterra per lavorare come Computational Linguist in una grande azienda di servizi linguistici. Puoi raccontarci com’è stata quell’esperienza?

Se penso a tutto quello che sto facendo oggi (i corsi sulla traduzione automatica, gli articoli sulle riviste e gli interventi alle conferenze), direi che è stata sicuramente un’esperienza decisiva per la mia crescita professionale. Quando ho iniziato, nel 2006, la traduzione automatica e il post-editing erano ancora poco conosciuti nel nostro settore e devo ammettere che nemmeno io sapevo molto a riguardo. Ho avuto la fortuna di lavorare in un team molto affiatato, con colleghe in gamba che mi hanno insegnato tantissimo: l’ideale per chi è appena uscito dall’università!

Oggi vivi a Monaco di Baviera, hai lasciato il lavoro in azienda e sei diventata freelance. Come mai hai fatto questa scelta? E la consiglieresti ad altri indecisi tra il lavoro in-house e in proprio?

Mi sono trasferita in Germania per motivi familiari e ho colto l’occasione per diventare freelance. È stata una scelta naturale, nella mia famiglia quasi tutti lavorano in proprio. Per quanto mi piacesse l’ambiente aziendale, avevo voglia di lavorare seguendo i miei tempi e di mettermi alla prova con clienti e progetti diversi. Agli indecisi consiglio di fare un po’ di esperienza in-house per scoprire il nostro settore da “dietro le quinte”. Imparare come funziona un’azienda è molto vantaggioso quando si passa dall’altra parte: se conosciamo le esigenze del nostro committente, sarà più facile costruire un rapporto di collaborazione duraturo e soddisfacente. Certo, la libera professione porta con sé molti rischi e richiede tante competenze, oltre a quelle prettamente linguistiche, e tantissima perseveranza. Penso che gli indecisi dovrebbero scegliere questa opzione solo se si sentono pronti ad affrontare questa sfida giorno dopo giorno.

Hai maturato una grande esperienza di vita e di lavoro all’estero: cosa ti ha dato e continua a darti questa tua vocazione internazionale? 

La mia esperienza all’estero – ormai sono tredici anni – mi ha aperto la mente. Può sembrare un’affermazione banale ma è davvero così: entrando a contatto con altre lingue e culture ho imparato a guardare con interesse e rispetto tutto ciò che non conosco. E tutti questi incontri (o scontri) mi fanno riflettere sulla mia cultura e la mia lingua, e mi aiutano a capire meglio chi sono e che tipo di persona vorrei essere.

A TradPro 2019 terrai un intervento dal titolo Traduzione automatica: nemica o alleata?. Facci uno spoiler: quanto sono importanti (e affidabili) gli strumenti di traduzione automatica per il tuo lavoro?

Per me non c’è dubbio: la traduzione automatica può essere strumento molto utile per lavorare sui contenuti tecnici, con frasi brevi e costruite in maniera lineare. Invece può andare in crisi se i testi sono frutto di una mente molto creativa o se la sintassi si fa più complessa (pensate ai periodi concatenati del legalese, che incubo!). Analizzando queste due situazioni diametralmente opposte mi sono chiesta se potesse esistere una via di mezzo. Un metodo per sfruttare i vantaggi della traduzione automatica, e dei CAT tool in generale, per diventare più produttivi, e non schiavi della tecnologia. Io una mia teoria ce l’avrei, ci vediamo a Pordenone per parlarne insieme?

Sara_Grizzo 2Sara Grizzo ha studiato Traduzione e Interpretazione alla SSLMIT di Trieste. Dopo la laurea si è fatta le ossa come Computational Linguist presso uno dei principali fornitori mondiali di tecnologie di traduzione e servizi linguistici in Inghilterra, occupandosi della manutenzione dei motori MT, dell’analisi di progetti pilota e di post-editing. Dal 2010 lavora come traduttrice e post-editor freelance a Monaco di Baviera. Offre corsi sulla traduzione automatica e scrive articoli sull’argomento per varie riviste di settore.

Scarica il Programma TradPro2019, visita il sito e non dimenticare di iscriverti alla pagina Facebook del convegno. Ti aspettiamo il 6 aprile a Pordenone!

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