Mirko Silvestrini: i traduttori dimentichino le pantofole

I nativi digitali o quasi non lo sospettano, ma è esistito un tempo in cui quello del traduttore era un mestiere avventuroso, ricco di insidie e pericoli… di carta! Mirko Silvestriniimprenditore della traduzione e presidente di Unilingue (tra le molte altre cose) ci racconta i suoi esordi e l’evoluzione di un settore che, nato nella completa artigianalità, oggi si trova a fare i conti con il rischio di essere soppiantato dalle macchine. Un argomento sempre più attuale e senz’altro entusiasmante, che approfondirà con noi a TradPro2019 e di cui ci dà un piccolo assaggio in questa intervista.

mirko photo 2

Raccontaci i tuoi esordi: come sei capitato nel meraviglioso mondo dei servizi linguistici?

Ho iniziato la mia attività come traduttore; all’epoca si usava ancora la macchina da scrivere e gli errori si correggevano con il famoso liquido “bianchetto”. Pensate che era tutto cartaceo, non esisteva nemmeno il fax e quindi si consegnavano le traduzioni al cliente direttamente a domicilio, come le pizze, e i tempi di consegna erano molto più lunghi di oggi; inoltre, potete immaginare quanti chili di dizionari tecnici ciascuno di noi aveva in casa! Poi arrivò il primo fax, una specie di miracolo, pensiamo al non dover più uscire di casa con pioggia, vento e neve per portare la traduzione o per andare a ritirare il testo originale dal cliente. Si rimaneva finalmente a casa e come per magia i testi uscivano da una macchinetta di plastica! Ma ahimè quando finiva la carta e non ci si era preparati per tempo con il ricambio, erano dolori. Ecco che con l’avvento del primo modem, a 9600 bps, si mise da parte anche la carta e tra computer e modem, il nostro mestiere finì per affermarsi.

Nel 1990 hai fondato una tua agenzia di traduzione, Rapitrad. Cosa ti ha portato a fare questa scelta? E oggi la rifaresti?

Fin da subito i clienti cominciarono a chiedermi la fornitura di traduzioni da o verso lingue che non potevo coprire da solo. Fu quindi un fenomeno naturale il fatto di cercare colleghi e colleghe per unire le nostre forze e fornire una pluralità di servizi linguistici, ivi compresi i corsi aziendali, mirati e costruiti su misura per il cliente. Alcuni colleghi decisero di rimanere traduttori, in modo da non doversi occupare di gestione aziendale, mentre nel mio caso decisi di passare dal mondo della traduzione a quello dell’imprenditoria, affascinato dalle mille occasioni che mi fornivano le aziende di toccare con mano dal vivo quello che poi veniva trasposto in una lingua straniera. Un vero accumulo di esperienze teoriche e pratiche che nel 1995 mi hanno portato, nonostante la mia preparazione prettamente umanistica, ad ottenere il brevetto di pilota di… elicottero, con tanto di omologazione per gli USA! Quindi sì, rifarei tutto al 100%, proprio per la ricchezza di esperienze che ho vissuto e che vivo tuttora.

Nel tuo curriculum c’è tanta Europa. Quanto conta per un fornitore di servizi linguistici o per un freelance mantenere contatti con l’estero? E in che modo è possibile procurarseli, secondo la tua esperienza?

Oggi più che mai grazie ad Internet, se usato correttamente, possiamo aprirci al mondo e, per quanto ci riguarda, soprattutto all’Europa, dove possiamo trovare una fonte di ispirazione per i nostri ideali e al tempo stesso molto lavoro. È fortemente consigliato creare e mantenere contatti con l’estero, ovvero imparare a fare networking non solo in Italia ma anche e soprattutto all’estero, poiché abbiamo molto da imparare dai colleghi stranieri ma anche molto da insegnare loro e non dimentichiamolo: tutte le aziende estere sono nostri potenziali clienti! Consiglio quindi di iscriversi alle associazioni nazionali e tramite queste alle associazioni internazionali come la FIT o IAPTI per i traduttori ed interpreti, la EUATC per gli studi di traduzione, o persino alla ATA per gli Stati Uniti. E soprattutto partecipare ai convegni, dove i colleghi di ogni parte del mondo saranno ben felici di conoscerci ed interagire con noi!

Nell’ambito dei servizi linguistici sei un volto noto per tanti motivi, uno dei quali è la tua partecipazione come relatore a tantissimi eventi nazionali e internazionali. Cosa ti dà, a livello professionale e anche personale, il contatto con tante persone che vivono la traduzione in molti modi diversi?

Il contatto con gli addetti ai lavori è per me fondamentale in quanto è il motore che alimenta quotidianamente la mia passione, da molti anni. Esiste una tale varietà di conoscenze a livello italiano ed internazionale che di certo non c’è il tempo di annoiarsi e anzi, non smetto di imparare in continuazione da tutti, sia a livello professionale che personale. Questo non è un mestiere che permette di indossare le pantofole e dimenticarsi del mondo: al massimo ci si rilassa qualche giorno ma poi il semplice post in Internet di un collega che parla di un convegno, o di una frase difficile da tradurre, o di un cliente che non comprende la nostra professione, mi mette di nuovo in gioco ed eccomi di nuovo con le valigie in mano!

A TradPro 2019 terrai un intervento dal titolo Lo stato dell’arte dei servizi linguistici: verso un nuovo futuro. Facci qualche piccola anticipazione: come si evolverà il mondo della traduzione e, soprattutto, come dovremo evolverci noi professionisti?

Il futuro è dietro l’angolo e il mondo della traduzione è in rapida evoluzione. Così rapida che diventa necessario aggiornarsi in continuazione. Come tutti sanno, le macchine hanno dato una forte accelerazione a questa professione, è come un treno che ci sta passando davanti ad altissima velocità. Diventa quindi fondamentale prendere al volo questo treno, che sarà per molti ma non per tutti. Il mio intervento cercherà di fornire a tutti il biglietto per salire a bordo, chi viene con me?

mirko photoMirko Silvestrini è Presidente di Unilingue, l’Associazione italiana dei fornitori di servizi linguistici e EU Ambassador for EUATC  – European Union of Associations of Translation Companies, nonché Expert di LIND – Language Industry Experts Group presso la Direzione Generale della Traduzione della Commissione europea. Titolare dello studio di traduzioni Rapitrad dal 1990, partecipa come relatore ai più importanti convegni internazionali sulla traduzione.

Scarica il Programma TradPro2019, visita il sito e non dimenticare di iscriverti alla pagina Facebook del convegno. Ti aspettiamo il 6 aprile a Pordenone!

Segui Linguaenauti su Facebook e Twitter


Una risposta a "Mirko Silvestrini: i traduttori dimentichino le pantofole"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.