TradPro2018: i 7 motivi per cui ci sarà un TradPro2019

Il convegno TradPro2018 – Una giornata di formazione e networking per traduttori e professionisti delle lingue si è concluso da una settimana, i feedback dei partecipanti sono arrivati, l’adrenalina è calata ed è tempo di fare il primo bilancio vero e proprio di questa esperienza. E non parlo solo del 7 aprile, ma dei 7 mesi di lavoro mio e di Francesca che hanno portato a quel giorno: dai primi inviti ai relatori al momento in cui abbiamo dato un volto ai tanti nomi letti via e-mail, passando per i contatti con patrocinatori, sponsor e fornitori, fino a questa settimana non meno intensa di post-convegno, è stata una strada lunga e piena di piccoli e grandi avvenimenti, alcuni dei quali ancora da interiorizzare. Così, per darmi un ordine e rimanere fedele alla tradizione di Linguaenauti, ho provato a sintetizzarle in… 7 motivi per cui ci sarà anche un #TradPro2019.

(Non sai cos’è TradPro? Leggi questo articolo.)

 

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1. Abbiamo fatto 100!

E anche qualcosa di più, in realtà. La prima sorpresa infatti è stata il numero dei partecipanti: per un evento alla prima edizione, e per di più in una città non proprio centrale come Pordenone, eravamo davvero tanti, e non solo da Friuli e Veneto, ma anche da Emilia Romagna, Lombardia, Trentino-Alto Adige, Toscana, Marche e persino da Austria, Slovenia, Germania e Lussemburgo. Questa è stata per noi una soddisfazione grandissima, ma soprattutto ci ha confermato che un evento come questo mancava nel Nordest… e che Pordenone non è poi così irraggiungibile!

2. Abbiamo ricevuto tanti feedback postivi…

Le persone intervenute ci sono sembrate contente: tanti durante e dopo il convegno hanno sottolineato la bella atmosfera che regnava in sala. Persino la nostra Vera Gheno, che di esperienza ne ha un bel po’, ha commentato che la platea era splendida, attenta, reattiva… e guardando la foto qui sopra, come non essere d’accordo?

3. …qualcuno negativo…

Non può essere altrimenti: tutto è migliorabile, gli errori purtroppo si possono commettere e le critiche, per quanto a volte possano dispiacere molto, sono ancor più importanti dei complimenti. La solerte Francesca ha già preparato un foglio di Cose da migliorare di cui ci siamo accorte da sole, e grazie alle segnalazioni che ci sono arrivate tramite il nostro questionario di valutazione cercheremo di organizzare un’edizione 2019 al top. Intanto possiamo consolarci con una delle nostre massime preferite: better done than perfect!

4. …e tantissimi suggerimenti!

Questa è la parte che preferisco: le vostre idee per le prossime edizioni. Mi piace innanzitutto perché dimostra che c’è ancora tanta voglia di fare formazione e networking dalle nostre parti, e che gli argomenti da esplorare sono tantissimi e tutti molto interessanti. Per me in particolare si è aperto un mondo, perché noi traduttori abbiamo tante cose che ci accomunano ma anche tanti percorsi e specializzazioni diversi, quindi avere un panorama più vasto sulla mia professione è stato importantissimo. C’è un unico problema: per sviscerare tutti gli argomenti proposti nel sondaggio ci vorrebbero almeno venti TradPro… ma in fondo, perché no?

5. Ci sono stati momenti di sconforto…

Eh sì, organizzare un evento come TradPro non è tutto rose e fiori: ci sono momenti di esaltazione (come quando i relatori accettano la tua proposta e magicamente l’idea che fino a poco prima era solo nella tua testa prende forma), di panico (vedi parentesi precedente) e anche di sconforto, come quando le iscrizioni rallentano, i possibili sponsor ti dicono di no, gli appoggi su cui contavi ti snobbano, e davanti a te vedi il vuoto di un gigantesco buco nell’acqua. E basta.

6. …ma anche fuochi d’artificio!

Però in questa strana altalena è importante avere un punto fermo, e per me è stata Francesca: lei ha sempre creduto ancor più di me nel progetto TradPro e ha un ottimismo incrollabile tipicamente friulano; in pratica incarna il mantra del fasemo tuto che suona da queste parti un po’ come il sì dantesco. (E comunque, poche cose ti incoraggiano quanto ricevere 30 iscrizioni in poche ore l’ultimo giorno di Early bird!)

7. Sono uscita dalla mia comfort zone, e ho scoperto che…

Insomma, questi sette mesi sono un turbine di esperienze, paure e gioie; per me sono stati un vero e proprio tuffo a bomba fuori dalla comfort zone, ma alla fine, il 7 aprile, the magic happened. La magia di vedere realizzato un progetto, di conoscere tante persone, di fare una nostra festa della traduzione e delle lingue, che ha messo in moto qualcosa e che spero darà frutti sempre migliori in futuro.

Grazie davvero di cuore a tutti i partecipanti, ai relatori Vera Gheno, Martina Lunardelli, Bruno Osimo, Alberto Rossetti, Francesco Urzì e Chiara Zanardelli, ai patrocinatori e ai partner che hanno reso possibile tutto questo. Io e Francesca andiamo a procurarci ago e filo, e ci rivediamo l’anno prossimo con un’edizione 2.0 impegnandoci a cucirla su misura per voi!

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