Quando il traduttore è in pausa: 7 idee per approfittarne

Non è un mistero che la vita lavorativa degli autonomi sia una specie di montagna russa: periodi in cui il lavoro piomba da tutte le parti e non esistono pause, fine settimana o notti di sonno; e altri in cui invece tutto langue, il telefono non squilla, la casella di posta rimane vuota e ci sentiamo irrimediabilmente condannati all’oblio. In momenti come questi è facile farsi prendere dallo sconforto, o meglio, da una vera e propria ansia da abbandono che può metterci in seria crisi e addirittura farci temere per il nostro futuro. Non è quel che si dice una bella sensazione, ma ricordate quando da adolescenti gli adulti ci dicevano cose del tipo “goditela finché puoi, perché poi…”? In quel momento non capivamo cosa intendessero dire: la nostra vita ci sembrava abbastanza incasinata ed estenuante, piena di incertezze, noia e devastanti problemi esistenziali… Ma una volta cresciuti rimpiangiamo eccome quei giorni di libertà! Ecco, più o meno per i traduttori freelance vale la stessa cosa: quando arriva una pausa è un po’ come tornare ragazzini che possono disporre del proprio tempo, solo con la consapevolezza (e non è poco!) che non durerà in eterno.

Ma cosa fare in questi momenti? La prima regola è non lasciarsi prendere dal panico: insomma, keep calm e approfittane!

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1. Osserva la regola d’oro del freelance

Se non la conosci eccola qui: una buona parte del tempo libero, soprattutto all’inizio, va investita nel cercare altro lavoro. Davanti a te vedi solo il deserto? Bene: rimboccati le maniche e crea mailing list di potenziali clienti da contattare, spremiti le meningi per cercare nuove nicchie professionali, da’ fondo alla rubrica e fatti risentire da vecchi contatti che sembrano averti dimenticato, rispondi ad annunci, cerca bandi e offerte, apri account su nuovi siti per freelance… Le opportunità sono tante, e questo è il momento giusto per cercarle.

2. Riordina, dentro e fuori

Non c’è niente di meglio di una pausa lavorativa per mettere ordine nel proprio studio e nella propria mente. Approfittane per svuotare cassetti e scaffali, prepara scontrini e fatture per il commercialista, fa’ pulizia nel computer cancellando le mail inutili e dando un senso logico alle varie cartelle, butta nel cestino reale e virtuale tutto quello che non serve e rimetti in vista quello che potrebbe servire. È un’operazione catartica che aiuta a schiarirsi le idee, a ricapitolare quello che hai fatto finora e a capire quali strade prendere nel futuro. E chissà che da una vecchia e-mail o da un appunto salvato per caso possa scaturire un’intuizione geniale che porterà qualcosa di buono.

3. Impara qualcosa di utile

Il corso che non hai mai avuto modo di frequentare, i libri e gli articoli che aspetti da secoli di leggere, i webinar che conservi tra i preferiti: è arrivato il momento di dedicare loro le attenzioni che meritano. Se quando il lavoro impazza non hai neanche il tempo di leggere un tweet, quando tutto tace è l’occasione giusta per rimetterti al passo e imparare qualcosa di nuovo e utile per il tuo percorso professionale. Per rimpolpare il CV e, perché no, aprirti nuove porte che non avevi ancora immaginato.

4. Da’ delle emozioni a te stesso

Le pause lavorative sono il momento giusto per dedicarci un po’ a noi e fare quello che ci piace. Ma lo svago non è necessariamente fine a se stesso; anzi, con qualche accorgimento può diventare molto costruttivo. Il lavoro del traduttore, infatti, ha una componente creativa non indifferente, sia che si traducano gli Esercizi di stile di Queneau sia il manuale di montaggio di una turbina eolica, e uno dei modi migliori per alimentarla è coltivare gli stimoli e le emozioni che ci danno la creatività altrui e la bellezza che ci circonda. Quindi via libera a mostre, film, letture, incontri, musica, passeggiate nella natura o nelle città, che oltre a liberare la mente dai pensieri negativi arricchiscono il nostro bagaglio e ci torneranno senz’altro utili in futuro.

5. Frequenta le persone a cui vuoi bene

In certi periodi il lavoro freelance può diventare totalizzante come una relazione malsana: all’improvviso esiste solo il nostro computer (con quello che ci sta dentro), pensiamo a lui tutto il giorno, non riusciamo a farne a meno… e spesso e volentieri trascuriamo le persone che ci circondano. Alzi la mano chi non ha gioito almeno una volta quando per un imprevisto è saltata una serata con gli amici, felice perché ha potuto proseguire una traduzione? A volte l’eccesso di lavoro ci trasforma in piccoli mostri, ma per fortuna arrivano le pause a ricordarci chi siamo. Perciò approfittane per fare il pieno di sentimenti positivi e contatti umani: chiacchiera con i tuoi genitori, esci con gli amici vicini, chiama quelli lontani, coccola il partner, gioca con i tuoi figli. Ogni tanto staccare la spina (del computer) è proprio quello che ci vuole.

6. Fa’ qualcosa che non c’entra niente

Hai sempre desiderato partecipare a un concorso di racconti, o seguire un corso di cucina etnica, o magari tentare il guinness dei primati per il bacio più lungo? Insomma: qualunque sia lo sfizio che hai sempre voluto toglierti, è arrivato il momento di farlo. Concentrarsi su un’attività che non ha niente a che fare con il lavoro, importante o modesta che sia, è un toccasana per il corpo e la mente: ci aiuta a superare il senso di vuoto, l’ansia per il futuro e la fastidiosa sensazione che i nostri pensieri girino solo intorno agli incarichi che non arrivano. Il lavoro freelance comporta tante incertezze, ma ha anche aspetti positivi come regalarci (volenti o nolenti) del tempo per fare altro, quindi perché non approfittarne?

7. Ricarica la batteria

Pensiamo ancora a quando eravamo ragazzini, a certi pomeriggi passati dal letto al divano a non fare assolutamente niente, se non al limite a leggere svogliatamente qualche fumetto o ad ascoltare musica senza nemmeno sentirla. Eppure non ci sembravano giornate perse e non le vivevamo con senso di colpa: non avevamo ancora l’ansia da relax tipica degli adulti abituati a riempire le proprie giornate di impegni e pensieri. Ora, invece, quando non lavoriamo rimangono sempre montagne di vestiti da stirare, la cantina da riordinare, mille commissioni da sbrigare… Eppure, cosa potrà mai succedere se per un giorno o almeno qualche ora non facciamo nulla di costruttivo? Per cui concediamoci il lusso di fissare il soffitto mentre la batteria si ricarica poco a poco, come tanti anni fa: stare un po’ con noi stessi, ogni tanto, non può che farci bene.

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