Licia Corbolante: conoscere la lingua è alla portata di tutti

Per la fortuna di noi amanti delle lingue, Licia Corbolante non ha dato retta a chi prospettava per lei una carriera da ingegnere e ha scelto il mondo (apparentemente?) distante della terminologia. Dopo anni di esperienza, oggi è anche una tra le blogger più seguite da traduttori e linguisti: il suo blog Terminologia etc. e il suo account Twitter @terminologia macinano clic a suon di competenza e precisione e appianano ogni giorno le pieghe più nascoste della nostra lingua… svelando non pochi scivoloni dovuti all’uso superficiale che spesso, più o meno consapevolmente, se ne fa. In questa intervista ci svela i segreti del suo lavoro e ci apre le porte del suo blog: un assaggio dei succosi argomenti di cui parlerà a TradPro2019!

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Cominciamo dall’inizio: cosa ti ha spinta a studiare traduzione e, in seguito, a scegliere la strada della linguistica applicata?

Se avessi seguito le indicazioni dei miei insegnanti del liceo scientifico, ora sarei un ingegnere! Ma per quanto mi piacessero la matematica e le altre materie scientifiche,ero ancora più attratta dai meccanismi linguistici e dai fenomeni interlinguistici e interculturali, così ho deciso di studiare traduzione in quella che allora era la SSLMIT a Trieste.  Dopo la laurea ho continuato ad approfondire le mie conoscenze con specializzazioni in linguistica applicata e linguistica computazionale e vari corsi: l’ultimo è stato “Digital tools for humanists”, una scuola estiva a Pisa l’anno scorso. Mi è sempre piaciuto studiare ma sono anche convinta che per chi lavora nel nostro campo sia necessaria una formazione continua: solo così si riescono ad affrontare questioni linguistiche e nuove esigenze professionali da punti di vista diversi e con nuovi approcci.

Togli una piccola grande curiosità a profani della linguistica: chi è e cosa fa un terminologo? E come può essere utile al prossimo, e in particolare ai traduttori?

Il terminologo si occupa di tutti gli aspetti della gestione della terminologia, che è il lessico specifico (termini) di un settore specializzato, distinto quindi dal lessico comune (parole) usato nella comunicazione quotidiana. In un contesto multilingue il terminologo estrae i termini dai testi nella lingua di partenza, analizza i concetti che rappresentano, anche in relazione ad altri concetti, e ricerca termini equivalenti nella lingua di arrivo per poi completare le schede terminologiche. Crea e gestisce sistematicamente raccolte terminologiche che poi vengono usate in più modi, non solo dai traduttori ma anche in sistemi di gestione della conoscenza e per varie altre attività, anche automatizzate. Una buona gestione della terminologia, con definizioni adeguate dei concetti e informazioni facilmente accessibili e riutilizzabili, consente una comunicazione più precisa, più chiara ed efficiente e riduce gli errori, anche di traduzione. Temo però che in Italia siamo ancora lontani dall’avere una vera “cultura terminologica”, basti pensare ai siti ministeriali dove è praticamente impossibile trovare anche semplici glossari con definizioni dei termini più rilevanti per i cittadini.

Il tuo blog Terminologia etc. è seguitissimo e “ritwittatissimo” da tanti appassionati di lingua e traduzione. Come mai hai deciso di aprirlo e cosa ti sta dando questa esperienza?

Ora mi piace essere chiamata “terminologa e blogger”, eppure aprire il blog non era stata una mia idea ma un incarico di lavoro nell’ormai lontano 2008, quando ero responsabile della terminologia italiana di uno dei principali produttori mondiali di software. I miei colleghi ed io usavamo i blog per descrivere scelte terminologiche e di localizzazione dei prodotti nelle nostre lingue. Avevamo carta bianca sugli argomenti da trattare e quella che era nata come un’incombenza malvista si è trasformata rapidamente in una passione, anche grazie alle interazioni con i lettori, così quando il nostro team è stato eliminato ho deciso di continuare il blog in un mio sito. Mi è sempre piaciuto scrivere e condividere informazioni e il blog mi consente di farlo raccogliendo e organizzando sistematicamente esempi, idee e riflessioni che spero possano essere utili anche ad altri. Il blog mi ha dato molte soddisfazioni e opportunità professionali molto stimolanti però rimane anche un piacere: per me trovare sempre nuovi spunti è un divertimento.

Oggi più di un tempo le questioni linguistiche generano grande dibattito, soprattutto sul web; basti pensare ai recenti “polveroni” che hanno coinvolto un’istituzione un tempo sconosciuta ai più come l’Accademia della Crusca. Dal tuo osservatorio privilegiato, come valuti questo fenomeno?

È sicuramente positivo che ci sia tutto questo interesse per le questioni linguistiche e apprezzo molto il dibattito. Sui social frequento soprattutto Twitter, che mi piace moltissimo perché mi consente scambi molto stimolantisia con linguisti e traduttori che con appassionati curiosi e intelligenti, che sono davvero molti. Vedo però anche molta superficialità, specialmente da parte di quei media che sempre più fanno leva su questioni di lingua solo per finalità “acchiappaclic” e non si curano delle conseguenze dell’inevitabile disinformazione. E quindi vedo direttamente anche gli aspetti negativi: prese di posizione molto rigide, spesso basate su convinzioni del tutto personali o regole fantasma, nessuna intenzione di approfondire ma, come succede spesso sui social, offesa facile a chi la pensa diversamente. È un vero peccato perché la lingua è qualcosa che possediamo tutti e quindi l’opportunità di capirla meglio è veramente alla portata di chiunque, anche perché non mancano i bravi divulgatori, ad esempio sui social dell’Accademia della Crusca, sui portali Treccani e Zanichelli e nelle pagine culturali di molti media.

A TradPro 2019 terrai un intervento dal titolo Calchi maliziosi, falsi amici villani, prestiti camuffati: è una questione di chimica? in cui svelerai le interferenze linguistiche dall’inglese che tutti noi, più o meno inconsciamente, subiamo e spesso riversiamo nella traduzione. Regalaci una piccola anticipazione: come possiamo diventare più consapevoli del modo in cui usiamo la nostra lingua?

Sono convinta che sia essenziale non solo parlare molto bene una lingua ma anche sapere come funziona, in tutti i suoi meccanismi. Non vuol dire essere ferratissimi nell’analisi grammaticale e conoscere tutti i complementi, ma capire come interagiscono le parole tra loro su piani diversi(sintattici, semantici, stilistici, culturali…), proprio per maggiore consapevolezza nel loro uso. A TradPro 2019 vedremo assieme come farlo rivalutando anche conoscenze scolastiche apparentemente noiose e strumenti abituali come vocabolari e motori di ricerca.

 

TerminologiaLicia Corbolante opera in ambiti informatici e tecnici, in particolare nel settore della localizzazione. Si occupa inoltre di comunicazione interculturale e di attività di formazione in contesti accademici e professionali. Ha studiato traduzione alla SSLMIT a Trieste e linguistica applicata, marketing e linguistica computazionale a Salford (GB) e Dublino. Fa parte di Ass.I.Term., Associazione Italiana per la Terminologia, e di REII, Rete per l’eccellenza dell’italiano istituzionale, e scrive regolarmente sul blog Terminologia etc. dove condivide osservazioni su lingua, terminologia e traduzione.

Scarica il Programma TradPro2019, visita il sito e non dimenticare di iscriverti alla pagina Facebook del convegno. Ti aspettiamo il 6 aprile a Pordenone!

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