Freelance: attenzione, concentrazione e… computer fisso?

Bentornati cari Lingueanauti! Dopo una rigenerante pausa estiva, eccoci pronti a ricominciare un nuovo anno con la batteria carica al 100% e un’agenda fitta fitta di progetti vecchi e nuovi, idee che cercano sbocchi, entusiasmo a mille… e naturalmente anche dubbi amletici e paturnie varie, perché così è la vita dei freelance. E in fondo, cosa sarebbe la vita senza paturnie?

Lasciamo la domanda aperta per un altro post e torniamo a noi: con settembre arriva anche il momento di darsi nuovi obiettivi e per quest’anno ho scelto due parole chiave come guida ideale per il nuovo corso: concentrazione e ottimizzazione (del tempo, delle energie e quant’altro). Certo, è facile a scriversi, ma mettere in pratica questi principi è tutta un’altra cosa, come sappiamo bene. Così ho provato a concretizzare i concetti in piccole regole da osservare con rigore prussiano:

Old vintage clock

Dedicare meno tempo ai social network e al cazzeggio online in generale. Certo, i social sono ottimi strumenti per procurarsi notizie mirate, creare e gestire contatti e molte altre cose interessanti (se hai un blog, poi, non puoi farne a meno), e non c’è niente di meglio per iniziare la giornata che sfogliare virtualmente quattro o cinque quotidiani in varie lingue… ma è innegabile che le possibilità offerte dalla rete possono diventare dei veri e propri succhiatempo. E intanto la lancetta gira…

– Compilare liste liste liste di cose da fare, per il gusto di eliminarle senza pietà con un fendente di penna rossa e un accartocciamento catartico a fine giornata

– Darmi dei micro obiettivi ferrei con premio finale (ad esempio, leggerò quel whatsapp o berrò la tisana quando sarò arrivata a un certo punto della traduzione e NON prima)

– Applicarmi assiduamente al mio programma di meditazione, cascasse il mondo. (Io uso Calm e mi trovo benissimo; anche se all’inizio ero scettica, dopo un anno di pratica noto davvero un cambiamento positivo, tanto nella concentrazione quanto nell’umore in generale.)

Ma quando l’autodisciplina non basta? Be’, quest’estate ha portato una vera rivoluzione nel mio modo di essere freelance. È successo tutto un po’ per caso: quando il mio portatile ha iniziato a dare i primi segni di cedimento, il mio responsabile IT (aka marito) mi ha fatto notare che non potevo trascurare il mio principale se non unico strumento di lavoro affidandomi alla divina provvidenza e che dovevo correre ai ripari. Il ragionamento reggeva e così mi sono decisa. Premetto che a casa mia c’è tutto un ecosistema Mac che non può assolutamente essere contaminato, quindi la scelta di un nuovo portatile, nella pratica, si riduceva un computer identico al mio; l’idea però non mi entusiasmava, visto che quello vecchio era malandato ma pur sempre funzionante. Così, nel mezzo delle riflessioni, mi si è affacciata alla mente una timida domanda: e se passassi al fisso? Ho ripercorso i miei ultimi anni da freelance e mi sono resa conto di quanto il portatile fosse diventato un’estensione di me stessa, una sorta di protesi che mi accompagnava ovunque, dal divano di casa a qualsiasi altra destinazione, perché mi rassicurava l’idea di avere il lavoro (e anche il cazzeggio, diciamolo) sempre con me e di poterlo fare in qualsiasi momento, opportuno o meno che fosse. Ho capito che questa mobilità mi rendeva dipendente e che il computer invadeva ogni mio spazio, sia fisico che mentale; insomma, d’un tratto ho percepito una sorta di schiavitù psicologica nei confronti del portatile e ho preso una decisione drastica, nell’ottica di separare il lavoro dal resto della mia vita.

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Com’è andata finora? Per me il bilancio è positivo: avere il fisso ti aiuta davvero a staccare, a non rimandare il lavoro alla sera o a momenti in cui dovresti essere altrove a fare qualcos’altro. Per non parlare del fatto che lo schermo più grande fa una bella differenza… si vede che comincio ad avere un’età, eh?

Svantaggi? Be’, per ora pochi, perché il mio portatile, come speravo, non mi ha ancora abbandonata e, sebbene un po’ a fatica, continua a svolgere le sue funzioni in caso di necessità, quindi mi trovo in una sorta di interregno in cui ho i vantaggi di entrambi. Certo durante le ferie ho riempito il portatile con gli ultimi lavori in corso ed è andata benissimo, se non consideriamo il fastidio di non avere giusto quel file che mi serviva per un controllo, o quella mail da rileggere. Per non parlare poi del terrore dei blackout: durante i temporali stacco il fisso in preda a timori d’altri tempi (un po’ come mia nonna staccava la TV negli anni ’80, diciamo).

Ora, dopo alcuni mesi di sperimentazione, devo ammettere che non tornerei indietro: noto che la mia concentrazione è migliorata, che riesco a separare meglio il tempo di lavoro dal resto, e che l’idea romantica (o pratica) di poter lavorare ovunque non mi manca. Sarà che dopo tanti anni da freelance l’idea di libertà stia un po’ scemando a favore della stabilità? I prossimi mesi daranno la risposta!

E voi cosa ne pensate? Cosa vi aiuta a concentrarvi? Siete pro o contro il computer fisso? Raccontatecelo nei commenti!

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10 thoughts on “Freelance: attenzione, concentrazione e… computer fisso?

  1. Io ho cominciato col fisso, complici la precedente esperienza in agenzia che mi ha fatto abituare al doppio schermo enorme e dei consulenti informatici in famiglia che mi hanno dotato di una postazione di tutto rispetto…. Ma credo che i traduttori abbiano una doppia anima che non li abbandona mai, e a un certo punto ho iniziato a sentire che volevo approfittare della libertà che questa professione sa dare… e ho acquistato un laptop convertibile, che all’occorrenza fa anche da tablet. È un investimento, certo, ma ne sono del tutto soddisfatta! Two is megl che one 😉 Buon nuovo inizio!

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  2. Io ho un fisso con uno schermo bello grande e un portatilino piccino (ma dotato di tutto!) che mi porto dietro insieme alla “saponetta” quei pomeriggi infrasettimanali in cui magari decido di andare a fare un giro in montagna dove abbiamo una casetta nel bosco 🙂
    La vera rivoluzione però per me è stato lo smartphone nuovo che mi ha regalato mio marito quest’estate e che ho sincronizzato con le diverse mail di lavoro che uso. Lo smartphone vecchio non mi dava neanche più le notifiche di WhatsApp è così ero continuamente attaccata al PC per controllare le caselle di posta (poi dalla mail passi a una controllatina a FB, poi su FB c’è qualcosa interessante da leggere… ed è subito sera!) Per non parlare dell’ansia di quando uscivo a fare commissioni! Insomma, ora ho tutto costantemente sotto controllo, tempo compreso!

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    1. “Ed è subito sera”: definizione perfetta per l’effetto social network! (Te la ruberò, sappilo!) Hai ragione, gli smartphone possono davvero essere risolutivi, soprattutto per chi, come i freelance, non ha orari d’ufficio e concilia mille cose. E il portatile abbinato al fisso è una soluzione fantastica. Insomma, mi sembra di capire che il multitasking è superato e ora va per la maggiore il multidevice 😉

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    1. Anche questo è verissimo. Starò invecchiando, ma nonostante doppi schermi e ingrandimenti al 200%, lo spazio del portatile si sta facendo troppo angusto per la mia povera vista. Insomma, fisso promosso su tutta la linea!

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