Gesù sulla croce per un errore… di traduzione?

Tra pochi giorni si celebra la Pasqua, la festa più importante della religione cristiana, in cui si ricorda e spesso si rappresenta la sofferenza di Gesù Cristo sulla croce. Ma siamo sicuri che l’atroce supplizio sia avvenuto proprio come ci viene tramandato da secoli di tradizione… e traduzione?

Giotto

Il termine originale impiegato nella Bibbia in greco è stauròs, che in realtà indica un’asta o un palo eretto, come conferma il Dizionario dei concetti biblici del Nuovo Testamento: nella sua accezione originale lo staurós è un “palo a punta piantato diritto”. Inoltre, secondo la Catholic Encyclopedia “in origine la croce consisteva di un semplice palo verticale, appuntito all’estremità superiore”, ipotesi confermata anche dall’Imperial Bible-Dictionary, secondo cui la crux romana era appunto un palo verticale.

Come se non bastasse, un altro termine greco utilizzato per indicare il supplizio di Gesù è xỳlon, il cui significato originario rimanda al concetto di “palo di legno”. Questa accezione compare in diverse traduzioni della Bibbia, ad esempio nella Nuova Riveduta: “Dopo aver compiuto tutte le cose che erano scritte di lui, lo trassero giù dal legno, e lo deposero in un sepolcro”, e nella Bibbia concordata: “Il Dio dei nostri padri risuscitò Gesú che voi uccideste appendendolo ad un legno”.

Da dove arriva quindi il simbolo della croce?

In realtà durante i primi secoli del cristianesimo la croce non compare affatto: i simboli principali riferiti a Gesù erano il pastore e il pesce, in greco ichthýs, che compone l’acrostico Iesùs Christòs Theù Hyiòs Sotèr (Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore). Tuttavia, è noto che l’uso di croci di diverse forme risale a epoche antichissime dell’umanità, come la svastika, croce uncinata utilizzata nell’induismo e nel buddismo (e che nulla ha a che vedere con altri impieghi tristemente noti), la croce solare o croce di Odino dei miti nordici, o ancora la croce ansata, a forma di T sormontata da un anello, che compare in alcune rappresentazioni di divinità egizie e che in seguito è stata utilizzata anche dalla chiesa copta. Quindi potrebbe trattarsi del fenomeno, peraltro piuttosto diffuso, dell’inglobamento di tradizioni pagane nelle espressioni della religione cristiana?

Secondo alcuni la fortuna del simbolo della croce si dovrebbe all’imperatore romano Costantino, il quale, prima della celebre battaglia di Ponte Milvio del 312 d.C, avrebbe avuto la visione di una croce in cielo con la frase latina in hoc signo vinces (con questo segno vincerai). In realtà Costantino si converte al cristianesimo molti anni dopo la battaglia e il simbolo della croce prende forza soltanto verso il VII secolo, per motivi ancora da chiarire. Che sia tutta opera di un ignoto traduttore?

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6 thoughts on “Gesù sulla croce per un errore… di traduzione?

  1. Non vi sono dubbi che Gesu’ sia stato caricato della croce (Luca, XXIII, 26: imposuerunt illi crucem; cfr. anche in vari luoghi il tema del mettersi addosso la croce). La formulazione di Luca rende difficile credere che Gesu’ portasse su di se’ un palo, di certo lungo, che poi sarebbe stato piantato nel terreno. Non c’e’ dubbio che Gesu’ sulla croce fosse elevato dal suolo di una certa altezza (sia il termine “elevato” ricorre nella Scrittura, sia gli venne dato da bere con l’ausilio di una canna, cfr. Marco, XV, 36: spongiam aceto circumponensque calamo potum dabat ei). Se si vuole respingere il senso di “croce” (come la intendiamo oggi), va supposto che Gesu’ venisse caricato del solo braccio trasversale, poi sovrapposto al palo, eventualmente a formare una T.

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      1. Il che è notoriamente un’interpretazione parziale dei testi e della cultura romana del tempo, per cui sì, si veniva condannati al supplizio del “palo” e si veniva inchiodati ad un “palo”, ma semplicemente perché l’aasse orizzontale della croce (il “patibulum”, che si issava poi sul’asse verticale) se la caricava sulle spalle il condannato e la portava fino al luogo dell’escuzione, come si vede molto ben ricostruito nel “Gesù di Nazareth” di Franco Zeffirelli. Non è quindi per un errore di traduzione che i cristiani venerano la Croce e il Crocifisso.

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