7 tipi di persone che fanno bene ai freelance

Quando si pensa ai freelance si crea subito in mente l’immagine più o meno idilliaca di una persona davanti al suo computer zeppo di progetti e a una tazza di caffè fumante; e che sia a casa in pigiama o in uno spazio di coworking super alla moda, la visualizziamo sostanzialmente sola e magari anche un po’ introversa. Eppure, nonostante alcuni fatichino a crederlo, anche i freelance sono animali sociali e, ansiosi di contatti umani oppure orsi che siano, volenti o nolenti prima o poi si trovano alle prese con altre persone. Su quelle “tossiche” da evitare (se si può) girano già diversi articoli in rete e magari con un po’ di buonsenso non è così difficile riconoscerle e neutralizzarle… Ma quali sono le persone di cui invece ogni freelance farebbe bene a circondarsi per vivere più sereno e soddisfatto? Ci ho riflettuto e ho individuato sette tipi umani che personalmente mi hanno aiutata a scegliere la strada freelance e a non mollarla nei momenti difficili; che sostenendomi o distraendomi, consapevolmente oppure no, hanno percorso con me un pezzo di vita lavorativa… e non solo.

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1. Il mentore

A volte lui/lei non sa nemmeno di essere prezioso per noi e quasi sempre nella carriera ne incontriamo più di uno. Può essere un collega generoso, un cliente particolarmente lungimirante o magari l’insegnante di un buon corso di formazione: comunque sia, il mentore è una figura fondamentale per noi freelance perché è quella persona che ci insegna, in modo più o meno esplicito, come fare il nostro mestiere. I suoi consigli sono fondamentali, le sue stroncature ancora di più: ne sa parecchio più di noi e ogni sua parola ci apre gli occhi… e magari una nuova strada.

2. L’amico freelance

Sembra banale, ma frequentare altri freelance, della nostra stessa categoria o meno, è imprescindibile per il nostro benessere generale. Perché essere freelance è una scelta di vita oltre che lavorativa e implica il passaggio da momenti di sconforto a quelli di entusiasmo (e viceversa) così repentini che spesso sconcertano chi non li ha mai provati. Un amico freelance invece ci sa comprendere in ogni fase delle nostre montagne russe lavorative, può condividere la sua esperienza e fare anche rete con noi. Cosa chiedere di più?

3. L’amico dipendente

Ancor meglio se a tempo indeterminato. Gli amici che fanno un tipo di lavoro completamente diverso dal nostro ci aiutano a stare con i piedi per terra e ci ricordano il perché delle nostre scelte: anche quando invidiamo le loro ferie pagate e i fine settimana liberi ci ricordano che noi non dobbiamo vedercela con colleghi rompiscatole, capi impossibili, orari da rispettare al minuto e tutte quelle logiche aziendali che non fanno per noi (e dalle quali magari siamo scappati di proposito proprio per diventare freelance). Certo, a volte questi amici considerano se stessi dei mega-manager e noi dei perditempo, ma anche questo ci aiuta… perché ci stimola a dimostrare loro che il nostro è un lavoro vero.

4. Il partner comprensivo

Nel mondo ideale il partner ci adora e sostiene tutte le nostre scelte, sopporta pazientemente le nostre crisi di nervi, gioisce dei nostri successi, ci dà il suo punto di vista sui nostri progetti, e soprattutto chiude un occhio sui nostri orari impossibili, le serate da solo/a perché noi abbiamo da fare, le vacanze in tre (noi due e il computer) e il perenne terzo incomodo: il pensiero del lavoro. Nella vita reale però non è così facile trovare questa meravigliosa creatura, quindi se ce l’abbiamo teniamocela stretta… e ringraziamola ogni giorno per starci accanto, nonostante tutto.

5. Il commercialista 

Brancolare tra partite IVA, ritenute d’acconto, diritti d’autore, INPS, IRPEF e chi più ne ha più ne metta non è certo impresa facile. Per fortuna c’è una figura che viene in nostro soccorso: temuta e necessaria come un dentista, comprensiva come un confessore, implacabile come un boia della Rivoluzione francese: è lui/lei che ci guida nel labirinto della burocrazia. Certo, nessuno si diverte a pagare le tasse, tutti si scocciano quando arriva la parcella del commercialista… ma ricevere la cartella di Equitalia è molto peggio, quindi se ancora non abbiamo trovato il nostro consulente del cuore affrettiamoci, e ricordiamo: più è fastidiosamente pignolo, meglio è.

6. L’amico effervescente

È quello che ci costringe a scendere a bere un caffè nel bel mezzo di una tirata di lavoro, che organizza cene e weekend, che ha sempre una proposta da farci per spezzare la routine e che soprattutto, alle nostre proteste a suon di “Ma io devo lavorare…”, risponde un bel “E chissenefrega!”. Un amico così in apparenza può sembrare una distrazione, ma è quello che ci riporta alla realtà quando la situazione ci sfugge di mano. Perché alla decima proposta dobbiamo dire di sì, perché ci stimola a prendere l’iniziativa ogni tanto, perché mette le cose in prospettiva e ci fa capire che dobbiamo staccare prima o poi, se non vogliamo scoppiare o diventare monomaniaci… e rimanere senza amici.

7. Il parente anziano

Vi chiederete che ci fanno nonni e prozii in questa lista, ma se vi fermate a pensarci sarete d’accordo anche voi: il parente anziano è quello che ci fa schizzare l’autostima, ci gonfia l’ego, ci appoggia incondizionatamente e ci ammira anche ben oltre i nostri meriti reali. Si informa sempre su come va il lavoro e pende dalle nostre labbra quando gli/le raccontiamo le nostre ultime prodezze. Abbiamo tradotto le istruzioni di un passeggino? Ci guarda come se si trattasse del manuale dell’Apollo 13. Abbiamo progettato il sito della società sportiva del paese (quattro pagine statiche)? Ai suoi occhi gestiamo la comunicazione del Real Madrid. Abbiamo vinto il concorso per il logo dell’asilo parrocchiale? In pratica ci ha assunto la Lego. Insomma, il parente anziano crede in noi, e in certi momenti bui anche questo basta a convincerci che andremo davvero lontano.

Quali sono le persone che ti fanno bene e ti aiutano a lavorare (e vivere) meglio? Condividilo nei commenti!

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4 thoughts on “7 tipi di persone che fanno bene ai freelance

  1. Oltre al mentore che incontriamo dal vivo ci sono i colleghi che scrivono libri sul nostro mestiere o curano blog o podcast. In ambito internazionale sono molto preziose per me Tess Whitty (soprattutto per l’ambito marketing e per l’approccio pratico che riesce a scacciare la sensazione di affanno che questa materia genera) e Corinne McKay. Fra una settimana inizierò un suo corso online, quindi a riaggiornarci 😉
    Nel mentre posso dire che mi piace molto perché ha un grande senso di prospettiva e spazia su tutti gli ambiti del mestiere, dall’equilibrio vita-lavoro agli aspetti economici, allo state of the industry.

    Mi piace

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