Chiocciol@, anfor@ o cipoll@?

ray-tomlinson-colorIl 5 marzo scorso il web ha pianto Raymond Tomlinson, l’ingegnere informatico che nel lontano 1971 intuì le potenzialità dei messaggi a distanza inventando la posta elettronica. Nel suo blog Tomlinson ha rievocato quel momento destinato a rivoluzionare drasticamente la comunicazione planetaria con queste parole: «La prima e-mail è stata inviata tra due macchine che si trovavano l’una accanto all’altra collegate tramite Arpanet (l’antenata di Internet, n.d.a.). Il primo messaggio fu abbastanza insignificante, e in realtà l’ho dimenticato. Probabilmente si trattò di QWERTYUIOP o qualcosa del genere.»

Come dire, non certo un testo memorabile; il compianto Tomlinson avrebbe potuto trovare qualcosa di meglio… ma non vogliamo togliergli alcun merito di fronte all’enormità della sua invenzione. Il geniale ingegnere è noto anche per aver dato una funzione alla @, la famosa chiocciola che ormai riempie la nostra vita quotidiana ma che prima della sua intuizione era relegata tra i tasti pressoché inutili, un po’ come il cancelletto prima dell’avvento di Twitter. Tomlinson era alla ricerca di un simbolo univoco per separare il nome dell’utente da quello dell’account e scelse quasi per esclusione la @, che in inglese si pronuncia “at” come la preposizione, e quindi gli sembrava perfetta per indicare un indirizzo virtuale.

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Ma da dove arriva la chiocciola? Curioso a sapersi, questo simbolo di modernità ha un’origine tutta medievale: compare addirittura in un codice miniato bulgaro del Trecento, oggi conservato nella Biblioteca Vaticana, come prima lettera della parola amen. Il suo aspetto insolito ha ispirato persino un genio come Leonardo Da Vinci, che la utilizzò per un indovinello rivolto alla corte di Ludovico Il Moro: la soluzione dello strano rebus (una a iscritta in una o) era… avete indovinato? Ebbene sì: la parola anello.

Eppure secondo gli storici le origini di questo simbolo sarebbero ben più antiche: la @ risalirebbe addirittura al IV secolo come abbreviazione della preposizione latina ad, uno dei tanti “trucchi” usati dagli amanuensi per alleggerire il lavoro di copiatura. Più prosaicamente, nel tardo Medioevo la @ era usata dai commercianti del “mercato comune” del Mediterraneo (italiani, spagnoli, greci e arabi) per indicare l’anfora, un’unità di peso e capacità per misurare le merci. Non per niente in spagnolo la chiocciola è detta ancora oggi arroba, termine che indica un’antica unità di misura, e in inglese è detta anche commercial at, con il significato di at a price of.

Quel che è certo è che la @ ormai si è diffusa in tutto il mondo e al suo passaggio ha scatenato la fantasia dei popoli. Come racconta Massimo Arcangeli nel suo libro Biografia di una chiocciola. Storia confidenziale di @ (Castelvecchi 2015) le immagini che vanno per la maggiore sono quelle di animaletti: i tedeschi vi intravedono una coda di scimmia arrotolata, i greci un paperino, i cinesi un topolino e i russi un cagnolino. Altri invece vi riconoscono i cibi preferiti: in Corsica è una cipolla, in Svezia una pasta alla cannella, in Israele uno strudel e in Repubblica Ceca nientemeno che un filetto d’aringa arrotolato. I più pratici? I bulgari, che vi vedono semplicemente un orecchio.

Insomma: la chiocciolina sarà anche lenta, ma da amen alle e-mail di strada ne ha fatta decisamente parecchia!

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