Tradurre Penny Dreadful

Episode 101

Lo ammetto sottovoce: non sono un’appassionata di serie TV. Sì, sto parlando di quelle che traduco; le altre le guardo raramente, perché mi sanno troppo di “lavoro” e soprattutto perché quando capita passo il tempo a valutare le scelte di traduzione, ammorbando chi ha la sfortuna di dividere il divano con me. È piuttosto strano: per quanto mi piaccia tradurle (e mi piace un sacco!), le serie TV che ho avuto modo di conoscere bene non mi hanno mai conquistata. Forse perché molte hanno temi troppo pesanti e personaggi troppo problematici (la vita è già abbastanza complicata, perché prendermi a cuore le vicende di un hacker schizofrenico e tossicodipendente con famiglia disfunzionale?). O forse perché alcune sono decisamente troppo frivole (i tempi in cui Beverly Hills mi metteva le farfalle nella pancia sono andati, ahimè!), altre troppo legate alla società e ai valori americani (uhm…), altre ancora hanno trame cervellotiche che in realtà non portano da nessuna parte, o al contrario sono prevedibili fin dal primo minuto. Alcune hanno linguaggi specialistici che ti fanno impazzire (a volte perché inventati di sana pianta!), altre non vanno oltre il vocabolario di uno studente di seconda media (non facciamo nomi). Insomma, per tutta una serie di motivi, e per quanto tradurle mi stimoli, mi diverta e mi appassioni, nessuna serie mi ha mai preso il cuore. Finché…

dorian-gray-and-vanessa-ives-in-episode-4-of-penny-dreadful Nell’estate 2015 ho concluso alcuni episodi di una serie complicatissima, che sommava linguaggio politico, attualità e storia americana recente, riferimenti culturali perlopiù a me ignoti, giochi di parole e battute basati sui tre argomenti precedenti… insomma, una faticaccia. Per farmi riprendere l’agenzia in questione mi ha affidato una nuova serie, assicurandomi che il linguaggio più “letterario” (insomma: antico) avrebbe fatto per me. La serie in questione si chiama Penny Dreadful, e fin dal titolo ho capito che stavo per innamorarmi.

I Penny Dreadful erano pubblicazioni periodiche diffuse nel XIX che narravano delitti efferati, in genere realmente avvenuti, con profusione di particolari sanguinolenti: in sostanza sono stati i precursori della letteratura pulp. Costavano appunto un solo penny, erano brevi e poco curati nella redazione… ma erano incredibilmente amati dal pubblico.

01PENNY-tmagArticlePerché John Logan, l’ideatore e sceneggiatore della serie, abbia scelto questo titolo è presto detto: Penny Dreadful non risparmia gli spargimenti di sangue, una spiccata propensione al macabro e le atmosfere gotiche della Londra vittoriana. E in effetti ammetto che i primi episodi creano un certo “effetto accozzaglia”, mischiando impunemente Frankenstein con i licantropi, Dorian Gray con i vampiri e un esploratore vittoriano con una misteriosa signorina che sembra avere una visione tutta sua del cristianesimo e legami peculiari con l’occulto.

Eppure… dal punto di vista della traduzione è stata un’esperienza tutt’altro che spaventosa. Innanzitutto per il linguaggio: denso di riferimenti ai romanzi e alla poesia dell’epoca, utilizza un lessico letterario, strutture linguistiche complesse ed espressioni accordi al periodo. Insomma, una volta tanto ho chiuso Urban Dictionary e ho rispolverato i libri di letteratura inglese. Un primo esempio di riferimento letterario si propone in uno scambio di battute tra Victor Frankenstein e la sua Creatura (questo personaggio è intriso di letteratura romantica e strada facendo scoprirò che lo è anche il suo modo di esprimersi):

Eri davvero così ingenuo da credere che avremmo scorto l’eternità in un narciso?

chiede la Creatura nel terzo episodio della prima stagione, quando mette il suo creatore di fronte alla cruda realtà e gli ricorda che, da bambino, osservava la natura con lo stupore infantile cantato da Wordsworth nella sua Daffodils. Ed è sempre la Creatura a citare Blake, il “padre” dei romantici, quando descrive Londra riprendendo la poesia London del poeta:

crudele come la maledizione della meretrice.

Individuare questi riferimenti è fondamentale per la riuscita della traduzione; inoltre, quando un testo citato è edito in italiano, è buona norma riproporre la traduzione attestata e non tradurre ex novo. Nella serie avviene spesso, ad esempio quando Frankenstein cita Lines Written in Early Spring di Wordsworth:

Non ho forse ragione di dolermi / Di ciò che l’uomo ha fatto dell’uomo?

o nelle numerose citazioni di Shakespeare che punteggiano la serie in bocca a diversi personaggi, tratte dalle traduzioni di Goffredo Raponi. Lo stesso vale per le frequenti citazioni bibliche o liturgiche presenti nell’opera. Alcune, vista l’epoca, sono in latino ed è molto probabile che rimangano tali anche nella versione italiana, ma l’adattatore è senz’altro grato al traduttore se fornisce una traduzione (attestata) per valutare l’alternativa… è già che c’è, se dà un’occhiata anche al testo originale. È il caso dell’esorcismo effettuato da Ethan Chandler nel settimo episodio della prima stagione: qui il latino originale non è corretto, perché dice ora por era.

Sancte Judae apostole gloriose servus fidelis Iesu amice ora pro ea. (San Giuda, apostolo glorioso, servo fedele e amico di Gesù, prega per lei.)

La serie è generalmente molto ben scritta e attenta a non inserire anacronismi o incongruenze di altro genere. Tuttavia una svista capita a tutti, soprattutto a uno sceneggiatore americano che immagino bere litri di caffè e pochissimo tè. Nel quinto episodio della seconda stagione, Vanessa infatti racconta

I was having coffee with a friend.

In questo caso era facile scovare l’errore, dal momento che nella scena di cui parla Vanessa si vede chiaramente che i personaggi si trovano in una sala da tè; ad ogni modo, il caffè non era un’abitudine per gli inglesi dell’epoca e quindi avrebbe stonato ugualmente nel dialogo.

Episode 104

In conclusione, è un piacere tradurre una serie così ben scritta, principalmente perché elimina i problemi di traduzione e ne lascia solo il gusto, primo fra tutti quello di sfogliare il dizionario dei sinonimi e usare termini come abominio, scellerato, proferire o congrega. È come tradurre un buon libro, che scorre tranquillo e migliora capitolo dopo capitolo. Inoltre lavorando a fondo sul testo, rivedendo e rileggendo, il traduttore ha il privilegio di poter scorgere alcuni passaggi creativi di una scrittura ben fatta, e in questo caso mi è capitato di notarlo in relazione ad alcuni personaggi. Se all’inizio l’operazione di calco da personaggi già presenti in letteratura è evidente, col passare degli episodi l’autore inizia a comprenderli a fondo, a scavare nelle loro vite e a sviscerare le loro motivazioni, smarcandoli dalle loro origini e rendendoli molto più complessi di quanto apparisse in precedenza (è soprattutto il caso di Vanessa e Victor, ma anche di Ethan o di un personaggio secondario come il signor Lyle).

Vi lascio con il link a una delle scene che ho tradotto con più soddisfazione da quando faccio questo lavoro. Inoltre, nel blog potete leggere l’intervista a Daniele Giuliani, uno degli adattatori della serie e doppiatore di Victor Frankenstein.

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12 thoughts on “Tradurre Penny Dreadful

    1. Ciao Valentina, grazie per il commento e… tutta la mia solidarietà 😉 La prima serie di Penny Dreadful è già andata in onda su Rai 4, mentre la seconda verrà trasmessa su Netflix. E in questo momento stanno girando la terza!

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  1. Tu hai tradotto sia Penny Dreadful che House of Cards (la serie piena di politica ed eventi recenti, É la prima che mi é venuta in mente) e Mr Robot?

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    1. Ciao Michele! Hai indovinato, ho tradotto Mr. Robot (cinque episodi finora); la serie di politica invece è Madame Secretary (non celebre come House of Cards ma dal punto di vista della traduzione senz’altro ugualmente difficile!)

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