Dall’Ofiuco alla canicola, curiosità etimologiche… stellari!

Ammettiamolo: con l’arrivo di un nuovo anno anche i più scettici tra noi cedono alla curiosità di leggere il proprio oroscopo. Sarà per questo che in gennaio il trending topic che ha travolto Twitter riguardava addirittura un nuovo segno zodiacale, noto da secoli ma balzato agli onori della cronaca solo ora? Il segno in questione si chiama Ofiuco e con un nome così la sottoscritta linguaenauta non ha potuto fare a meno di indagare, per poi finire a scoprire curiosità inaspettate sul luccicante mondo delle stelle.

Ophiuchus Serpentarius - serpent holderOfiuco deriva dal latino ophiucus, in greco ophiouxos, e significa “serpentario”, ovvero “colui che porta il serpente”, come dimostra anche la sua iconografia. La costellazione è menzionata persino da Tolomeo, ma per convenzione è stata eliminata dallo zodiaco… forse per il nome poco orecchiabile? Comunque sia, l’Ofiuco rappresenta addirittura il dio della medicina Asclepio/Esculapio, figlio di Apollo, il quale secondo il mito scoprì un metodo per resuscitare i morti che, comprensibilmente, scatenò le ire di Ade. Così il dio dell’oltretomba chiese a Zeus di fulminarlo, salvo poi pentirsene e mandarlo tra le stelle sotto forma, appunto di Ofiuco.

Passeggiando tra gli altri segni zodiacali, e le costellazioni in generale, notiamo che hanno nomi molto riconoscibili legati a figure di animali, dal toro allo scorpione, dal cancro (granchio) ai pesci, o al leone, ovvero le figure che gli antichi osservatori del cielo individuavano nei gruppi di stelle, spesso nella realtà molto lontane tra loro, disposte nella volta celeste. Il segno più interessante dal punto di vista etimologico è senz’altro il Sagittario: il suo nome significa portatore di sagitta, cioè freccia, e quindi arciere (Sì tosto come aven che l’arco scocchi Buon sagittario, scrive Petrarca).
7830727756_af41bf70a9_oIl sagittario però non è solo un arciere: è anche un centauro. Peccato però che questo nome fosse già assegnato all’omonima costellazione, la cui stella principale, Alfa Centauri, è anche la terza stella più luminosa visibile a occhio nudo; Proxima Centauri invece, come si evince dal nome, è la stella più vicina a noi dopo il sole. Queste due stelle ci danno l’occasione per entrare nell’affascinante mondo della nomenclatura stellare: le stelle infatti vengono comunemente classificate secondo la norma proposta dall’astronomo tedesco Johann Bayer nel suo atlante stellare Uranometria del 1603. Il sistema consiste in una lettera greca seguita dal genitivo latino della costellazione a cui appartiene, a partire dalla stella più luminosa. Poiché le stelle sono tante anche all’interno di una stessa costellazione, quando le lettere greche finiscono si passa a quelle latine, e in presenza di stelle doppie o catene di stelle si aggiunge un suffisso numerico, come nel caso di π1, π2, π3, π4, π5 e π6 Orionis.

cielo-stellato-van-gogh3Non tutte le stelle, però, hanno solo un nome scientifico: alcune particolarmente suggestive hanno scatenato la fantasia degli antichi e si sono meritate un nome proprio. Sirio (Alfa Canis Majoris), ad esempio, deriva dal greco e significa “ardente”; non per nulla è ben visibile in cielo nei giorni più caldi dell’estate. Questo particolare non sfuggì agli antichi romani: infatti, dal momento che Sirio fa parte della costellazione del cane, ecco che scopriamo l’origine del termine latino canicola, il quale indica appunto il forte calore estivo. Se la maggior parte dei nomi delle costellazioni che conosciamo derivano dalla fantasia degli astronomi greci e latini, è interessante scoprire che Sirio è legata alla figura del cane in moltissime culture: presso i cinesi e i giapponesi infatti è nota come la “stella del lupo celeste” e in gran parte delle culture native nordamericane viene denominata secondo immagini legate al cane, al lupo o al coyote.

costellazioniTTWAltre stelle famose? Una è senz’altro Antares, la supergigante rossa nella costellazione dello scorpione: il suo nome significa letteralmente “il rivale di Ares” (cioè Marte), perché con le sue enormi dimensioni e il suo colore fulvo tiene testa al pianeta rosso. Regolo (Alfa Leonis), invece, significa “piccolo re” ed è stata battezzata così da Copernico. Anche in questo caso è interessante notare come in molte culture questa stella sia associata alla figura regale: l’antico popolo degli Accadi la chiamava “Re della sfera celeste”, i Babilonesi Shurru (il re), i greci “la stella del re”, i romani “regia” e gli arabi “la reale” o “il cuore del leone reale”. Parlando di arabi, sono stati proprio loro a dare alle stelle alcuni nomi usati ancora oggi: Vega, o Alfa Lyrae, deriva dall’ultima parte di An-nasr al-waqi, “avvoltoio che plana”; Betelgeuse, nella costellazione di Orione, originariamente significava “la mano del gigante”… ma per una serie di errori di copiatura è passato a significare “l’ascella del gigante”. C’è una certa differenza! Anche Aldebaran (costellazione del toro) deriva dall’arabo e significa “l’inseguitore”, perché sembra seguire le Pleiadi nel loro moto notturno. A proposito di Pleiadi, forse non tutti sanno che in Giappone si chiamano Subaru, come la nota casa automobilistica che ha appunto sei stelle nel suo logo.

Insomma: le curiosità etimologiche sulle stelle sono milioni di milioni, proprio come loro. Se ne conoscete qualcuna, raccontatecela nei commenti all’articolo!

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